
Questo articolo è preso dalla "Gazzetta dello Sport" (by Giorgio Dell'Atri), che non è esattamente il quotidiano più adatto per parlare di cronaca, ma riassume bene questa notizia che ha fatto il giro del mondo. Riscrivo qua sotto il punto 3 e parte del punto 4:
"I parenti delgli Shahid, cioè i martiri di Allah, sono assistiti della comunità. Quando Arafat era ancora vivo fece una trattativa con Faid Canaan, capo del Fath di Tulkarem, sui soldi che bisognava dare ai familiari degli shahid. Faid pretendeva che si costituisse un fondo di 2200 euro per ogni combattente; il famoso capo militare Barghouti era d'accordo; Arafat contropropose 880 euro; alla fine si stabilì un tariffario per tutti i gradi di terrorismo, partendo da 330-880 euro per chi compiva attentati di successo fino a 880 euro, più un bonus per i familiari. Nel 2005, l'Autorità palestinese emanò un'altra legge con un tabellario dei compensi: c'era il martire single, quello sposato, lo sposato con figli. Il compenso più basso era di 250 dollari al mese da versare ai genitori dello shahid scapolo.
Sono soldi che diamo noi, la comunità europea e le singole nazioni. Sarà bene sapere che Fatah, il partito di Arafat, perse le elezioni in favore dei terroristi di Hamas, per l'eccesso di corruzione. Traduciamo senza far nomi: i capi palestinesi ridistribuiscono poi a se stessi e ai loro amici i denari ricevuti. In tutto il mondo."
Questo è il video (tnx YouTube) dell'intervista ai 2 bambini, Doha e Mohammed, figli della donna kamikaze:
...Senza parole...











Nessun commento:
Posta un commento